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Sono state pubblicate le seguenti nuove gallerie fotografiche:

013 - International Party @ Palo Verde

014 - At Adam’s Afterparty

Enjoy! XD

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E ora, signori e signore, cominciamo lo spassosissimo e interminabile argomento “casa”. Probabilmente molti di voi sapranno già che, dovendo stare qui solo sei mesi, non ho potuto fare richiesta per un alloggio on-campus, dunque ho invaso gli Stati Uniti da senzatetto. Beh, chiaramente deciso a trovare un alloggio in breve tempo…

L’impresa si è ben presto rivelata più ardua del previsto, visto che non c’era molta gente disposta ad affittare per un periodo di tempo diverso dall’intero anno accademico: per farla breve, mi hanno risposto in due. -_-” Le due offerte erano diametralmente opposte: una vicino al campus in stanza condivisa, mentre l’altra in singola un po’ (molto, actually…) a campi (per quanto qui possano esserci campi). Ad ogni modo, considerata la VASTA scelta, sono andato a vederle tutte e due. Come sia andata a finire è ormai cronaca: attualmente sto nella singola a 6 miglia dal campus, che è il magazz… la villetta che potete ammirare nella galleria fotografica su Picasa. Numerose domande potrebbero ora sorgervi spontanee, tra cui:

“Ma… Il cambio di fuso orario ti ha rincoglionito completamente?”

“Ma… L’altra era effettivamente una casa ?”

“Ma… Hai fatto vero l’antitetanica e tutte le vaccinazioni consigliate per le zone ad alto rischio?”

Effettivamente – e OVVIAMENTE, mi verrebbe da dire! - io avevo scelto quell’altro lindo alloggio comodo comodo, ma… Ma è successo di tutto.

Presa questa prima decisione, ho subito contattato il mio prospective roommate, al secolo Roman Refugio (e già il nome fa punti!), per confermare e per prendere appuntamento con lui, visto che c’erano un sacco di pratiche burocratiche e il tempo stringeva. Al telefono, come risposta, ho solo capito che era via e che mi avrebbe ricontattato entro le tre del pomeriggio. “OK!”, mi sono detto fiducioso, e ho iniziato ad aspettare. Le tre… Le quattro… Le cinque… Le sei… Alle sette ero praticamente un VTOL (aereo capace di Vertical Take-Off and Landing ) da quanto mi stavano girando le balle. Come se
non bastasse, nel frattempo avevo fatto il giro approfondito dell’intero campus (ringraziate il quindi questo fenomeno di puntualità per le foto… ;o)), mi facevano male i piedi e avevo pure freddo visto che non avevo la felpa. A quel punto, viste le problematiche di comunicazione al telefono con l’individuo, ho
deciso di aspettare in balia degli eventi. Con la scusa degli autobus e del fatto che gli altri miei compagni di viaggio si erano già sistemati a casa, mi sono così trovato sconsolatamente solo a mangiare un’insalata un po’ inutile di fronte all’albergo. Col cilantro dentro per giunta (è un’erba ORRIBILE che i messicani mettono OVUNQUE e si cammuffa persino da innocuo prezzemolo!)

Ma attenzione! Alle ore 11.30pm arriva  un’ e-mail da Fulgenzio (ho deciso di chiamarlo simpaticamente in nomi diversi ogni volta) mi ha scritto un’emai! Sono così venuto a sapere che si era completamente dimenticato di me, poiché fino a mezz’ora prima erano stati lì gli operai per riparare la doccia che si era rotta durante il weekend e per pompare via un po’ di acqua che era andata in giro. Wow! Cominciamo bene…

La mattina seguente sono andato a vedere e la situazione non era esattamente come descritto: dovete infatti sostituire “doccia” con “INTERO BAGNO” e “un pò” con “ALLAGAMENTO STILE ACQUA ALTA A VENEZIA”, con l’acqua che però stava per essere quasi completamente asciugata. All’uscita ero visibilmente turbato e
in preda a mille pensieri. Era davvero una buona idea andare lì? Poi mi sono ricordato della situazione nell’altra casa e la risposta è subito diventata un “si”. Morale della favola: al pomeriggio ho scritto a Gonzalo che - nella mia infinità bontà - avrei comunque fatto il move-in. Beh…

Non mi ha risposto. O_o

Voglio dire… hai bisogno di trovare un compagno di stanza in fretta, hai una casa che somiglia più a una pescheria che altro, uno ti dice comunque di si e non rispondi? I casi possibili sono solo due.

1. Non mi voleva come compagno di stanza per un qualche suo misterioso motivo;
2. E’ UN CRETINO DI PROPORZIONI BIBLICHE CON L’INTELLIGENZA DI UNA GAMBA DI COMODINO.

Ad ogni modo, a qual punto, ho definitivamente mandato Gustavo a quel paese. E mi sono allo stesso tempo trovato a prendere una delle decisioni più sofferte della mia vita: andare a stare in 3502 Lotus Street, Irvine, CA.

Welcome to Bob’s Mansion…

[TO BE CONTINUED...]

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E’ stata pubblicata la seguente nuova galleria fotografica:

  1. UCI Low Speed Wind Tunnel facility

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Tadaan… Salve a tutti! Ecco, come promesso, l’inizio del super capitolo “THE STORY SO FAR…” Cercherò di non dilungarmi troppo (beh… diciamo troppissimo, và! :oP) Sooo… si comincia! XD

Dunque dunque. Questa avventura californiana è cominciata ufficialmente il 16 settembre, quando sette + uno eroici studenti padovani, più simili ad un manipolo di gitanti allo sbaraglio che a vincitori di una borsa di studio, si sono trovati all’aeroporto Marco Polo di Venezia. Devo dire che prendere l’aereo per la prima volta è stata per me una grande emozione…  Le 12 ore di viaggio sono passate relativamente in fretta, visto che eravamo in compagnia e soprattutto ci hanno portato da mangiare in continuazione… “Perfetto!” - ho pensato - “Stiamo andando negli USA, che non sono tipicamente famosi per la cucina leggera, è già cominciamo a mangiare di tutto… Al ritorno dovremo di sicuro pagare un supplemento”.
Giunti a destinazione e superati i numerosi e perlopiù incomprensibili check-points, la prima impressione a Los Angeles una volta usciti dall’aeroporto è stata: “WOW! E’ davvero come nei telefilm…”, anche se questo pensiero è sorto semplicemente guardando una banalissima palma di fianco ad una freeway a diciottomila corsie. Il tipo che ci ha portato in albergo, poi, è stato il primo della lunga serie di personaggi tragicomici incontrati finora. Oltre a parlare un americano più astruso dell’americano stesso, poiché di origini siriane o giù di lì, ci ha regalato perle del calibro di “Si si, ho sentito parlare di Romeno e Giulietta!” Va bene, passi la rivisitazione in chiave contemporanea, ma qui mi pare si esageri un po’.
I primi giorni in albergo sono stati abbastanza confortevoli, se escludiamo un incontro improvviso ed estremamente ravvicinato con un orribile scarafaggione, sconfitto solo grazie ad una lunga ed estenuante battaglia di trincea. Oh, inutile dire che la quantità di pratiche burocratiche per non essere rispediti in Europa con il primo peschereccio battente bandiera portoricana è stata degna degli stati Uniti! Se non altro, però, abbiamo preso confidenza con l’organizzazione del campus, che a ben guardare non è particolarmente dissimile dall’università padovana. Anche noi, infatti, abbiamo uno stupendo parco in mezzo a costruzioni organizzate con criterio e tenute benissimo, alberi e verde ovunque, WC con azionamento a fotocellula (ad oggi non ne ho ancora capito la tempistica), touch screen da mille pollici, aule con poltrone imbottite super comode (ehm… troppo, forse…) e molto altro ancora. Una cosa alquanto bizzarra, invece, è che qui in California in un sacco di posti pare di stare a Gardaland piuttosto che in un villaggio commerciale, in un supermercato, in un luogo di studio, in un lungomare…
Visto che abbiamo l’abbonamento gratuito, abbiamo preso pure confidenza con gli autobus, che qui sono usati solamente da qualche studente, da ispanici, da vagabondi e da ciclisti stanchi (si può caricare la bici davanti al bus, da noi se vedono una cosa del genere ti tirano sotto subito…). A bordo e alle fermate abbiamo incontrato i tipi più assurdi: un tipo enorme si è tolto le infradito e si è messo beatamente a dormire sui cinque sedili in fondo, un altro si è messo a pregare affinché arrivassimo sani e salvi a destinazione… Anche noi, di ritorno da una spesa di lenzuola, cuscini e cianfrusaglie varie, abbiamo comunque contribuito allo spettacolo, sommergendo mezzo autobus di borse e sacchetti! Ancora non capisco come, in quella circostanza, non siano apparsi dinnanzi a noi i responsabili dell’ufficio immigrazione.

[TO BE CONTINUED...]

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06 ottobre 2008. Apro la mia posta e trovo scritto…

“Hello,
Welcome to UCISAT!  We were very impressed with your qualifications and
interview and would like you to join our team… [...]

Regards,
Robby Woo”

So bene che avrei dovuto pubblicare innanzitutto il mega riassuntone, ma questa notizia era troppo troppo troppissimo importante per non riportarla subito! WAAA, sono nel team di sviluppo dell’UCISAT-1!

I sogni cominciano a diventare realtà. Ha ufficialmente inizio la mia personale conquista dello Spazio. XD

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Ladies and Gentlemen, direttamente da 3502 Lotus Street, Irvine, CA… un caloroso “CIAO!” a tutti quanti!

Siccome mi sto francamente un pò perdendo nella grande quantità di e-mail che arrivano e partono, con il risultato di non ricordare più chi mi ha scritto cosa, cosa ho scritto a chi e così via, ho alla fine deciso di aprire questo BELLISSIMO blog! In questo modo sarà soddisfatta la curiosità di tutti coloro che nella vecchia Italia fossero interessati a ciò che accade in questa mia avventura Californiana! (e vi assicuro che ne capitano di tutti i colori… :oP)

Entro breve cercherò di pubblicare una specie di “Riassuntone delle puntate precedenti” attingendo dalle e-mail spedite finora (non vorrete mica che mi metta a riscrivere tutto, vero?!? Ho il progetto del CARRELLO DA OFFICINA che mi aspetta! ;o)), quindi non stupitevi se in certi momenti vi verrà da pensare “UH! Ma questo non l’avevo già letto? Bah… Sarà un errore di MATRIX.”

Per ora è tutto… Vado a contenere l’invasione di formiche in cucina e a istruire il mio housemate circa la mirabolante capacità assorbente della CARTA IGIENICA, che consente di pulire i dintorni del wc nel malaugurato caso in cui non sia esattamente dimostrata la mira di un cestista dell’NBA.  -_-”

Peace out, guys!

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