Tadaaan! Waaaaaa… “TGIF” (leggi “ti-gi-ai-ef”), come dicono da queste parti! XD

Questa settimana è stata (difficile a dirsi) forse peggio di quella famosa con i midterm! Forse perchè in effetti oggi c’è stato il SECONDO di MAE 140 e ieri il quiz valutato di MAE 188, senza contare l’incontro di oggi con la Cummins (capirete leggendo questo post.. ;o)), i datasheet per il laboratorio, casini con la casa, incontri (abbastanza rovinosi e fallimentari, probabilmente… -_-”) con professori per mettere la nasa dove nessuno studente padovano ha mai osato prima, ecc… ecc… Ma la prossima settimana… è praticamente… TUTTA VACANZAAAAA!!! Sempre detto che il Thanksgiving è una festa importantissima. XD

Good! Ma concludiamo ora la carrellata dei mattonazzi accademici…

√  MAE 188 – Engineering Design in Industry

Ah ah ah! Ecco a voi, finalmente e in esclusiva, la più DISGRAZIATA scelta dell’intero quarter (è che non c’era altro…): il famigerato MAE 188 con i suoi malefici CARRELLI. -_-”

Il corso in pratica consiste nella realizzazione da zero di un determinato prodotto che risponda a specifici requisiti fissati da un’azienda, arrivando alla progettazione di dettaglio nelle 10 settimane di corso. Per farla
breve, la nostra azienda partner è la Cummins Cal Pacific, colosso nell’ambito della progettazione e riparazioni di motori diesel e a gas di grossa ed enorme taglia (2MW di potenza! O_o), che ci ha commissionato un carrello da officina per lo stoccaggio “ordinato” dei pezzi di motori da 4 a 15 litri quando questi sono in fase di riparazione. “Beh, cosa ci vuole?” direte voi… Già.

Ecco alcuni dei più simpatici requisiti:

  • la testa del motore – che nel caso del 15 litri pesa 250 CHILI ed è lunga quasi un metro! - deve poter essere convenientemente adagiata sul carrello, possibilmente su un meccanismo progettato ad-hoc che ne consenta un’agevole rotazione, il bloccaggio in 4 posizioni predefinite e che sia assolutamente technician-proof e strutturalmente stabile. Questa brillante trovata del meccanismo, tra l’altro, è stata mia. (ho messo in pratica la Lezione 7 del noto corso per ingegneri “Tirarsi la zappa sui piedi”: proporre soluzioni idealmente geniali, ma che non si ha la minima idea di come realizzare).

  • il carrello deve supportare una disposizione dei pezzi “da riparatore standard” (detta anche da “scaricatore di marmo”) ossia con TUTTI i pezzi del motore (800 chili o giù di lì) buttati sul carrello, A CASACCIO e CON VIOLENZA.

  • Sto trespolo, con sopra il peso di una macchina, non deve chiaramente cappottarsi e deve poter essere mosso senza sforzo da una sola persona, MA le ruote possono essere alte al massimo 5 pollici (e già ci hanno fatto una concessione rispetto ai 4 della versione precedente) e non potranno essere certo di gomma (il ché avrebbe consentito una buona maneggevolezza), poiché poco resistente all’ambiente oleoso in cui il CART si troverà a lavorare. Dovrebbe poi essere resistente al vapore, per poter essere pulito all’occorrenza (e metti anche che i tecnici vogliano cuocersi le verdure per un’insalata russa…)

  • Deve ovviamente costare quanto un sacchetto di patatine (meglio se in offerta speciale).

La lista, volendo, sarebbe ancora più lunga, ma penso di aver sufficientemente reso l’idea.

Il lavoro finora è stato davvero notevole e per preparare quella nefandezza chiamata “Midterm Presentation”,  un’esposizione di TRE design alternativi completi fatta direttamente in azienda con i boss (presidente e vice)
della Cummins, ho fatto il primo (di tre, tutti per questo stesso motivo) “after” californiano, a suon di Energy Drink e Wurstel (combinazione micidiale usata in passato anche dalle atlete della Germania Est in aggiunta agli steroidi e ad abbondanti crauti). Se non altro, però, abbiamo fatto un figurone e tutti sono usciti felici e contenti. Ora, da qui alla fine del corso, il mio compito è quello di finalizzare il mio geniale meccanismo con un sacco di optional. E, tra le varie, verificare magari che funzioni. Oh, dimenticavo. La “Compagnia del Carrello” è formata da me, Fren, Franco (un brasiliano molto simpatico anche se un po’ dispersivo e casinaro, che con le sue discutibili uscite ai meeting coi prof ci vivacizza decisamente le giornate: “Abbiamo avuto questa idea and we can make some sketches…” ABBIAMO? Ma quando mai…) e l’inossidabile Saskia (è stata eletta leader del gruppo per acclamazione all’inizio del corso, poiché è l’unica americana dei magnifici quattro. Visto che questo quarter sta seguendo CINQUE corsi, è stata assolutamente entusiasta della cosa… :oP)

√  MAE 189 – UCIsat

Perla delle perle, delizia di ogni ingegnere aerospaziale che si rispetti. E’ chiaramente una fissa pazzesca, con paroloni e super progetti di impianti di vario tipo che volano da tutte le parti. Tra i più fashion troviamo i coprisedili in pelle leopardata per gli astronauti (dovranno essere molto piccoli o molto flessibili, visto che il
satellite è un cubo di lato 10 cm…) e l’Arbe Magique gusto emmenthal svizzero. Facezie a parte, devo ammettere di aver fatto veramente poco per questo progetto per il momento… Faccio parte del gruppo “Thermal” insieme a Fren e altri tipi ad elevata inutilità e dovremmo sviluppare un programma che verifichi il range di temperature assunto dallo spacecraft nell’arco della missione, ma al momento veniamo semplicemente informati che il programma non funziona. Direi dunque che ci sono ampi margini di miglioramento…

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